Quanto costa creare un'app? Prezzi, tempi e un caso reale
Quanto costa creare un'app nel 2026? Fasce di prezzo, cosa fa salire il costo, store e manutenzione, con i numeri di un'app vera sugli store.
In breve: quanto costa creare un'app
Un'app semplice costa indicativamente fra 8.000 e 20.000 €, con tempi di 6–12 settimane. Se servono account utente, backend, pagamenti e due piattaforme, la fascia sale a 20.000–60.000 € in 3–6 mesi. Marketplace e piattaforme con integrazioni complesse superano i 60.000 €.
Al costo di sviluppo si aggiungono le spese ricorrenti: account sugli store, server e manutenzione, che vale indicativamente il 15–20% del costo iniziale all'anno. Sono fasce orientative, da precisare dopo l'analisi del progetto.
In fondo trovi i numeri di QuantoSpendo, l'app di finanza personale che ho progettato e sviluppato da solo: app native per iPhone, Apple Watch e Android, un backend e un sito, oggi su App Store e Google Play.
Le tre fasce di prezzo per sviluppare un'app
Il prezzo di un'app dipende da cosa c'è dietro lo schermo, molto più che dal numero di schermate.
| Tipo di app | Esempio | Fascia indicativa | Tempi indicativi |
|---|---|---|---|
| App semplice | Catalogo, prenotazioni, contenuti; una piattaforma o un solo codice, backend leggero | 8.000–20.000 € | 6–12 settimane |
| App con backend | Account, dati sincronizzati, notifiche, pagamenti o abbonamenti, pannello di gestione, iOS e Android | 20.000–60.000 € | 3–6 mesi |
| Piattaforma | Marketplace, tempo reale, integrazioni con gestionali o dispositivi, migliaia di utenti | Oltre 60.000 €, da valutare a parte | Da definire con l'analisi |
| Manutenzione | Adeguamenti alle nuove versioni di iOS e Android, correzioni, piccole evoluzioni | 15–20% del costo iniziale all'anno | Continuativa |
La tabella serve a capire l'ordine di grandezza, non è un listino. Funzioni incluse, esclusioni e costi ricorrenti vanno scritti nel preventivo.
Fascia 1 — 8.000/20.000 €: l'app semplice
Un'app con un compito preciso: mostrare un catalogo, prendere prenotazioni, raccogliere segnalazioni, dare ai clienti uno strumento in più. Di solito sono 10–20 schermate, un accesso semplice o nessuno, dati gestiti da un pannello web o da un servizio che usi già.
È la fascia giusta per validare un'idea: una prima versione piccola sul mercato insegna più di una grande ferma nel cassetto.
Fascia 2 — 20.000/60.000 €: l'app con backend
Qui l'app è la parte visibile di un sistema: account, dati sincronizzati fra dispositivi, notifiche, pagamenti o abbonamenti, un pannello per chi gestisce il servizio. Il costo non viene dalle schermate ma dalle regole: chi vede cosa, cosa succede se un pagamento fallisce, come si recupera un account.
È la fascia della maggior parte delle app aziendali e dei prodotti consumer seri.
Fascia 3 — oltre 60.000 €: la piattaforma
Marketplace con più tipi di utenti, funzioni in tempo reale, integrazioni con gestionali, ERP o dispositivi fisici, migliaia di utenti contemporanei. Architettura, sicurezza e manutenzione pluriennale pesano quanto lo sviluppo, e vanno messe a budget dal primo giorno.
Se l'app deve parlare con il tuo gestionale, guarda anche quanto costa un gestionale su misura: le integrazioni sono spesso la voce che decide il prezzo finale.
Cosa fa salire il prezzo di un'app
Le voci che spostano il preventivo sono quasi sempre le stesse, e poche si vedono nelle schermate.
- Il backend. Un'app che tiene i dati solo sul telefono costa una frazione di una che li sincronizza fra dispositivi, gestisce account e manda notifiche. Il backend va progettato, ospitato, protetto e mantenuto.
- Le piattaforme. iPhone, Android, Apple Watch, tablet, web: ogni superficie in più è lavoro in più, oppure un compromesso se si usa un solo codice per tutte.
- Pagamenti e abbonamenti. Gli acquisti in app seguono le regole di Apple e Google: rinnovi, prove gratuite, rimborsi, ricevute da verificare sul server. Sembra una riga del preventivo, è un modulo intero.
- Le integrazioni. Gestionale, CRM, e-commerce, mappe, Bluetooth: ogni sistema esterno è una variabile che non controlli, e la sua documentazione decide i tempi.
- Il funzionamento offline. «Deve andare anche senza rete» significa salvare in locale, sincronizzare dopo e risolvere i conflitti. È una delle voci che pesano di più sul preventivo.
- Il design. Componenti standard delle piattaforme o un'interfaccia disegnata da zero: la differenza si vede, e si paga.
- Privacy e requisiti di legge. Dati sanitari o finanziari, consensi, informative, accessibilità: lavoro che nelle schermate non si vede, ma che gli store e la legge controllano.
App nativa o cross-platform: quanto cambia il costo
Il cross-platform costa meno all'inizio. Il nativo costa di più all'inizio e spesso meno dopo, se l'app vive di funzioni del sistema.
- Cross-platform (Flutter, React Native): un solo codice per iOS e Android. Conviene per app fatte soprattutto di moduli, liste e contenuti, dove le due versioni possono essere identiche.
- Nativo (Swift per iPhone, Kotlin per Android): due codici, quindi più lavoro. Conviene quando l'app vive di widget, Apple Watch, notifiche ricche, fotocamera, Bluetooth o prestazioni, e quando vuoi le novità di iOS e Android dal primo giorno.
- Web app: se non ti servono gli store, un'app web installabile costa meno di tutte e si aggiorna senza revisioni. In cambio ha limiti su notifiche e accesso al dispositivo.
Io sviluppo app native e web app, e lo dico per primo: se la tua app è un catalogo con un modulo di contatto, il nativo non serve. QuantoSpendo è nativa perché widget, Apple Watch e Live Activity sono il cuore del prodotto, non un accessorio.
I costi dopo il lancio: store, server e manutenzione
Il preventivo di sviluppo è solo la prima riga: un'app pubblicata ha costi che tornano ogni anno.
- Account Apple Developer: 99 USD per anno di iscrizione, o l'equivalente in valuta locale (Apple). Si rinnova ogni anno.
- Account Google Play: 25 USD una tantum (Google). Un account personale nuovo deve completare una fase di test prima di pubblicare.
- A chi sono intestati: gli account vanno intestati alla tua azienda, non allo sviluppatore. Per un account aziendale Apple e Google chiedono il numero D-U-N-S e una verifica dei dati: conviene aprirli il primo giorno, perché servono giorni.
- Server e servizi: backend, database, backup, invio di email e notifiche. Per un'app piccola su un server dedicato bastano poche decine di euro al mese; con molti utenti o servizi cloud gestiti si sale.
- Commissioni degli store: Apple e Google trattengono una percentuale su acquisti e abbonamenti venduti in app, ridotta per chi fattura poco. Le regole cambiano per programma e mercato: vanno nel piano economico, non nel preventivo di sviluppo.
- Manutenzione: indicativamente il 15–20% del costo iniziale all'anno. Ogni anno escono nuove versioni di iOS e Android e gli store alzano i requisiti tecnici: un'app lasciata ferma due anni, alla prima correzione urgente, va prima rimessa in regola.
Il caso QuantoSpendo: cosa è servito per portare un'app vera sugli store
QuantoSpendo è un'app di finanza personale che ho progettato, sviluppato e pubblicato da solo: per perimetro, è un progetto da seconda fascia.
- Cosa comprende: app nativa per iPhone in SwiftUI, con widget, Live Activity, Dynamic Island e comandi Siri; app per Apple Watch; app Android in Kotlin; backend Spring Boot con database PostgreSQL; sito pubblico e dashboard interna in Angular; monitoraggio su un server mio, senza SDK di tracciamento di terze parti.
- Tempi: 7 mesi dalla prima riga di codice al lancio, non a tempo pieno.
- Pubblicazione: è arrivata sull'App Store il 27 giugno 2026, dopo alcune revisioni chieste da Apple sui metadati. Al primo rilascio vanno messi in conto giorni di revisione, non ore.
- Costi ricorrenti: account Apple e Google, più 50 € al mese di server e servizi.
- Risultato: nella prima settimana circa 1.200 download e 100 abbonati paganti, fino al 38° posto nella categoria Finanza dell'App Store italiano (macitynet).
La voce che mi è costata più del previsto: la pubblicità. Il preventivo di sviluppo si ferma alla pubblicazione, ma un'app sugli store non si trova da sola, e il budget per le campagne va previsto a parte.
Tutti i dettagli sono nella scheda del progetto.
Le domande da fare a chi ti manda un preventivo per un'app
Un preventivo serio risponde a queste domande. Se non lo fa, chiedi.
- Gli account sugli store sono intestati alla mia azienda? Se l'app esce dall'account dello sviluppatore, non è davvero tua.
- Il codice sorgente è mio? Deve essere scritto nel contratto, insieme a come e quando viene consegnato.
- Il backend è incluso, e dove gira? Server, backup e costi mensili devono avere un nome e una cifra.
- iOS e Android sono inclusi entrambi, con le stesse funzioni? «Anche Android» a volte significa una versione ridotta.
- Chi pubblica l'app e gestisce i rifiuti della revisione? La prima pubblicazione richiede schede, screenshot, informative e spesso più di un invio.
- Cosa succede alla prossima versione di iOS e Android? La risposta deve stare nella manutenzione, non in una nuova trattativa.
Domande frequenti
Quanto costa creare un'app?
Da 8.000 a 20.000 € per un'app semplice, da 20.000 a 60.000 € per un'app con backend, account e pagamenti su iOS e Android; oltre si parla di piattaforme. Il numero preciso dipende da backend, integrazioni e piattaforme, e arriva dopo un'analisi.
Quanto costa fare un'app per iPhone?
Lo sviluppo segue le stesse fasce, e in più serve l'account Apple Developer da 99 USD all'anno. Un'app solo per iPhone costa meno di una per iPhone e Android, ma in Italia lasciare fuori Android significa rinunciare a buona parte degli utenti.
Quanto costa un'app per Android?
Le fasce sono le stesse; l'account Google Play costa 25 USD una tantum. Se l'app esiste già per iPhone, la versione Android costa meno della prima, perché backend e design si riusano.
Quanto costa un'app personalizzata?
«Personalizzata» e «su misura» indicano la stessa cosa: un'app progettata sul tuo processo invece di un modello adattato. Vale la tabella delle fasce; a spostarla sono backend, integrazioni e numero di piattaforme.
Quanto tempo serve per sviluppare un'app?
Da 6 a 12 settimane per un'app semplice, da 3 a 6 mesi per un'app con backend e pagamenti. Al primo rilascio vanno aggiunti i giorni della revisione degli store.
Si può creare un'app gratis?
Con gli strumenti no-code si costruisce un prototipo senza spendere in sviluppo, ma l'account Apple resta a pagamento e i limiti arrivano presto: pagamenti, integrazioni, prestazioni. Per validare un'idea va bene; per un prodotto su cui basi un'attività, di solito no.
Quanto costa mantenere un'app?
Indicativamente il 15–20% del costo iniziale all'anno, più account sugli store e server. Comprende gli adeguamenti alle nuove versioni di iOS e Android, le correzioni e le piccole evoluzioni.
Hai un'app da preventivare?
Descrivimi cosa deve fare l'app, per chi è e con quali sistemi deve parlare: partiamo da lì per capire in quale fascia sta. Nella pagina sullo sviluppo di app trovi come lavoro, dall'analisi alla pubblicazione sugli store, oppure scrivimi.
SicDev Studio ha base a Taverna, in provincia di Catanzaro. Con le aziende calabresi l'analisi la faccio volentieri di persona, in sede tua; con il resto d'Italia lavoro da remoto.
